Negli ultimi giorni mi è capitato più volte di sentire storie di persone alle quali è stato rubato lo smartphone in metropolitana o in tram. Il racconto ha tratti sempre uguali: la vittima è sul tram/autobus/vagone della metropolitana, sta dando tutta la sua attenzione al mio smartphone, leggendo tranquilla, chattando con gli amici; all’improvviso, se lo sente sfilare dalle mani, alza gli occhi e vede una persona correre fuori dal treno col mio telefono. Le porte si chiudono, il mezzo riparte, e il suo telefono è perso per sempre.

Riflettendo su questo, mi sono accorto come da sempre ho una sensazione istintiva di allerta alle fermate. Non sapevo bene perché, ma ho capito che è il momento in cui tutto può succedere, il momento più propenso al piccolo incidente – magari uno spintone per le persone che stanno salendo, oppure per questo tipo di attività criminose. Alla fine, rubare uno smartphone o un portafoglio mentre si è chiusi in un autobus che corre per strada con le porte chiuse, non è un’idea così geniale.

La sensazione di cui sopra mi ha sempre portato a guardarmi in giro, a prestare più attenzione. La parola chiave è proprio questa: l’attenzione. Perché veramente mentre siamo chini sui nostri telefoni siamo assorbiti da loro, chiusi in una bolla nella quale viviamo solo noi e il cyberspazio (wow, che termine così anni ’90!).

Guardiamoci in giro

Ho così deciso ancora di più di concedermi un momento di pausa dalla tecnologia, non per tutti i miei trasferimenti con i mezzi pubblici – ma siamo pazzi? – ma solo per quei pochi secondi che intercorrono da quando il mezzo sta per fermarsi e aprire le porte a quando queste si sono appena richiuse. Ne approfitto per tenere stretti a me i miei averi, zaino, chiavi, portafoglio, per guardare le persone, per assicurarmi di non aver perso la fermata – sì, mi è successo più volte! – e per godermi un po’ il viaggio. Spero anche così di tenermi il mio telefono a lungo e di non trovarmi anche io a raccontare di questa moda agli amici per esperienza.

Quando l’attenzione non basta

Se l’attenzione non dovesse bastare? Se continuasse questa “moda” del furto di smartphone mentre si viaggia?

Ho l’idea! Il cavo Kensington da polso per gli smartphone, come le spie che portano le valigette piene di documenti top secret.

C’è in giro qualche venture capitalist che vuole rivoluzionare con me il mondo degli smartphone?

A proposito dell'autore

Imprenditore digitale, sempre alla ricerca della novità. CTO di Immediatic Digital Agency e fondatore di Trendee Me, è co-host su Digitalia.fm. Musicista nel poco tempo libero che gli rimane, dirige dal secolo scorso le Jubilant Gospel Girls e suona con David #Ego.

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