Sono passati pochi anni, per lo meno nella mia memoria, da quando Google ha lanciato Chrome, il browser snello, leggero, veloce, adatto a ogni computer, pronto a sconfiggere l’egemonia di Internet Explorer, eternamente una spina nel fianco – e per questo rinominato in Edge nelle nuove versioni di Windows, e per risanare i problemi di Mozilla Firefox, “l’alternativa” ormai sempre più pesante e mastodontica.

Chrome, 7 anni e sentirli

Gli anni sono in realtà sette, informaticamente un’era, e purtroppo la situazione si è capovolta. Ora Chrome è diventato pesante, ingombrante, pieno di feature non ben chiare e soprattutto lento, lento e lento. L’uso di memoria e di batteria sono un discorso importante e non trascurabile.

Nel mio utilizzo casalingo personale è da un po’ che l’ho accantonato, a favore di Safari che invece sta premendo sempre più sull’acceleratore. Ho un portatile datato, ce l’ho da prima che Chrome uscisse, e sento la differenza fra i due browser.

Al lavoro ho mantenuto Chrome, forse perché avendo un’agenzia di web design è senza dubbio la soluzione più pratica, aiuta nello sviluppo, nella gestione della compatibilità e ha un debugger oggettivamente molto buono.

Java, non è colpa tua

Nell’ultima settimana però mi è capitato in due occasioni distinte di aver problemi con il browser di casa Google, problemi risolti con Firefox. In entrambi i casi sono stati problemi legati a plugin Java, tecnologia che non trova grande simpatia in me sull’utilizzo web. Chrome sta deprecando tale tecnologia, sarei d’accordo con la scelta se non fosse che Java è ancora usato, non per i banner e piccoli artifici (come era per Flash), ma per programmi utili, software necessari. Nel mio specifico: remote desktop, client bancari, piattaforme software condivise.

Con Firefox non solo ho ottenuto di risolvere i problemi di installazione e avvio di questi plugin – che poi Chrome non ha ancora eliminato il supporto a Java, ha solo avvisato della futura deprecazione con un banner che richiede un click per abilitare i plugin.

Una felice riscoperta

Con Firefox ho anche riscoperto un browser veloce, leggero, non esoso nell’uso delle risorse. L’uso della firma digitale (che ahimè richiede Java e Windows!) stava diventando un problema, avendo solo computer Apple in ufficio abbiamo dedicato un vecchio portatile a gestire queste funzioni, ma fra l’avvio di Windows, di Chrome, dei plugin Java eccetera… si poteva arrivare anche a due ore di orologio per firmare un documento. I momenti più imbarazzanti erano quelli in cui il browser impiegava minuti per renderizzare semplici pagine con pochi fronzoli. Ritenevo, a torto, che fosse un problema del computer. Rimosso Chrome e installato Firefox, ho dovuto ricredermi. CPU più scarica, memoria più libera, responsività alle azioni notevolmente migliorata.

Certo, il mio vecchio ThinkPad non è rinato a vita nuova, ma potrà servirmi ancora diligentemente a lungo, ritardando il suo pensionamento.

Google, che cosa hai combinato a Chrome? Perché il browser innovativo e leggero è diventato un esoso bestione? Quando è successo?

Sperimentate, sperimentate, sperimentate!

E voi, provate altri browser! Date una nuova chance a Microsoft e al suo Edge, tornate felici su Firefox come fosse un nuovo amico, scoprite Safari, rispolverate Opera, osate con ELinks. Installateli tutti, provateli, cercatene di nuovi sul vostro motore di ricerca preferito e poi fate la vostra scelta.

A proposito dell'autore

Imprenditore digitale, sempre alla ricerca della novità. CTO di Immediatic Digital Agency e fondatore di Trendee Me, è co-host su Digitalia.fm. Musicista nel poco tempo libero che gli rimane, dirige dal secolo scorso le Jubilant Gospel Girls e suona con David #Ego.

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